Alla scoperta di Torino: alcune curiosità del capoluogo piemontese

Torino è una città colma d’arte e di monumenti e dietro di essi si celano storie, leggende e tradizioni: vi sono almeno quattro motivi per trascorrere il vostro tempo libero alla scoperta del capoluogo piemontese e Dealalala ve li racconta.

TorinoLa città sabauda può essere descritta in tre aggettivi: inaspettata, elegante e misteriosa.

Torino è inaspettata per la bellezza che si osserva da alcuni suoi scorci; elegante per lo stile tipico dei suoi palazzi, dei giardini, dei portici e degli antichi caffè; ma vi è una caratteristica che rende questa città davvero affascinante ed è  il suo volto misterioso che la dipinge come una città popolata di leggende, di occultismo e di simbolismo esoterico.

Di Torino si dice che “vi sia una città nella città, fatta di nascondigli e passaggi segreti, e secondo la tradizione esoterica più antica Torino si troverebbe al vertice del triangolo di magia bianca e di magia nera. Anche l’orientamento di alcuni sontuosi palazzi cittadini non sembra essere lasciato al caso: dalle chiese ai monumenti più rappresentativi, fino alla pianta di alcune sue piazze, sono numerosi i simboli esoterici presenti in tutta la città.”

Torino oltre alla magia ha molto altro: vanta alcuni primati che la collocano la città al centro del panorama europeo, conferendole ancora più lustro e prestigio. Ma cosa nasconde questa splendida città tra i suoi vicoli, i suoi palazzi, i simboli esoterici e le storie di leggende secolari?

Il secondo Museo Egizio più grande al mondo

Museo EgizioAlcuni sostengono che Torino sia stata fondata dagli antichi Egizi, ma a tal proposito non vi è nessuna informazione che appuri tale tesi. Eppure, a Torino è sorto il secondo più importante Museo Egizio del mondo, dopo quello del Cairo.

Questo, come quello della capitale dell’Egitto, è dedicato esclusivamente alla cultura e all’arte dell’Antico Egitto ed è costituito da un insieme di collezioni che si sono sovrapposte nel tempo, alle quali si devono aggiungere i ritrovamenti effettuati a seguito degli scavi condotti in Egitto dalla Missione Archeologica Italiana tra il 1900 e il 1935.

Lo scorso anno è stato ristrutturato ed ampliato e, ad oggi, visitarlo è una completa ed incredibile immersione nel mondo passato.

Potrete trovarlo in Via Accademia delle Scienze n.6, a pochi passi da Piazza Castello ed è aperto dal Martedì alla Domenica dalle 9:00 alle 18:30 ed il Lunedì dalle 9:00 alle 14:00. Tutte le informazioni relative al costo e alla prenotazione del biglietto d’ingresso sono disponibili a questo link.

Il mercato all’aperto più grande d’Europa

Mercato di Porta PalazzoIl mercato di Porta Palazzo ha il primato di essere il mercato all’aperto più grande d’Europa.

Qui vi troverete immersi in un ambiente multietnico colmo di colori, lingue diverse, costumi, sapori ed odori che si mescolano in modo pittoresco. È uno degli angoli più autentici della città, un mix unico che unisce e mescola le vecchie «madamine» che si recano al mercato per comprare a buon prezzo, gli agricoltori delle valli piemontesi, i nuovi contadini cinesi e gli abili venditori arabi.

Potrete andarci ogni giorno: sul sito sono disponibili tutte le informazioni, gli orari e la cartina.

 

Torino magica

Torino, secondo gli studiosi di esoterismo, è al vertice di un triangolo di magia nera, con Londra e San Francisco, e di magia bianca, con Lione e Praga.

Si dice che il capoluogo piemontese sia percorso da due correnti energetiche opposte date dal fluire del fiume Po (polarità maschile) e del fiume Dora (polarità femminile) che scorrendo nel sottosuolo conferirebbero alla città un polo di energie telluriche positive da un lato e negative dall’altro.  Dunque, Torino vede in se due tipi di magia: bianca e nera.

I luoghi in cui poter contemplare la magia bianca sono molti: la statua della Fede, posta di fronte alla chiesa della Gran Madre e che guarderebbe nella direzione dove si trova il Santo Graal; il mignolo di Cristoforo Colombo presente nel bassorilievo in Piazza Castello che se toccato porta fortuna; la Mole Antonelliana, museo del cinema, che irradia energia positiva su Torino; il toro dorato sotto i portici di piazza San Carlo è un simbolo portafortuna; lo spazio tra le statue dei due DioscuriCastore e Polluce, in Piazzetta Reale sarebbe particolarmente “energetico” mentre la fontana Angelica in Piazza Solferino sarebbe un concentrato di simbologia massonica.

Al Parco del Valentino la fontana dei Dodici Mesi sorgerebbe nel punto dove si sarebbe schiantato il carro solare di Fetonte. In via Gioberti 32 si può ammirare l’enigmatico e magico quadrato del SATOR, che porta con se numerose leggende. Infine, i guardiani di porta che mostrano la lingua presenti davanti agli edifici che li proteggerebbero da influenze negative.

I luoghi in cui poter contemplare la magia nera sono molti: la stele posta nel giardino a margine di Piazza Statuto che indicherebbe il punto in cui batte il cuore nero della città e che sarebbe un omaggio a Lucifero.

La sigla FERT, scelta dai Savoia come loro motto, che rimanda ad un’epoca di operatori dell’occulto e alchimisti al servizio della corte. All’interno della cupola della chiesa di San Lorenzo, che affaccia su Piazza Castello, le finestre e gli archi disegnano inquietanti volti diabolici. A Valdocco la statua del Cafasso ricorda il luogo in cui avvenivano le esecuzioni capitali per impiccagione.

A Torino vi è anche il palazzo Trucchi di Levaldigi, il palazzo della porta del diavolo, il quale sul portone è presente il volto del Demonio intagliato nel legno, adorno di frutta, fiori, cupidi. La leggenda racconta che nel 1790 nel palazzo, durante una festa mondana, una ballerina venne misteriosamente pugnalata a morte e non vennero più trovati né l’arma del delitto né il colpevole.

La fetta di polenta

Fetta di PolentaA Torino esiste un edificio strettissimo, Casa Scaccabarozzi, che misura in un lato 54 centimetri e che oggi è una galleria d’arte. Il soprannome Fetta di Polenta le è stato attribuito oltre che per le ridotte dimensioni anche per il colore giallognolo della sua facciata.

L’architetto che ha progettato la struttura è Alessandro Antonelli. Nonostante nel 1852 vi fu l’esplosione della Regia Polveriera di Borgo Dora, nel 1887 il terremoto e poi i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l’edificio rimane tutt’ora stabile e agibile.  Il segreto della sua forza è nelle sue solide e profonde fondamenta: due dei nove piani della casa sono infatti sotterranei.